
Il 10 giugno 2026, il progetto «VIRUS – Violence by Russia in Ukraine: Examining the Implications of Its Narrative Justification in Russia and Europe» è stato inaugurato con un seminario di apertura in modalità ibrida presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali (SPGI) dell'Università degli Studi di Padova, nell'ambito del ciclo di Seminari di Scienza Politica.
Con un intervento di Polina Zavershinskaia, presieduto da Matteo Bassoli e seguito da una discussione condotta da Pietro de Perini, il seminario ha riunito studenti, ricercatrici e ricercatori in formazione, studiosi affermati e pubblico interessato per discutere le implicazioni della giustificazione narrativa dell'invasione russa in Russia e in Europa.
Il progetto VIRUS
VIRUS è un progetto biennale finanziato nell'ambito del programma Horizon Europe (Azioni Marie Skłodowska-Curie, MSCA). Il finanziamento è stato assegnato nel 2025 nell'ambito del bando HORIZON-TMA-MSCA-PF-EF – MSCA Postdoctoral Fellowships (European Fellowships). Il progetto si svolge dal 1° giugno 2026 al 31 maggio 2028 presso il SPGI dell'Università degli Studi di Padova ed è condotto da Polina Zavershinskaia sotto la supervisione di Matteo Bassoli.
VIRUS analizza come l'invasione russa dell'Ucraina venga presentata come necessaria, morale o addirittura sacra da attori illiberali in Russia e dai loro omologhi in Italia, Germania e Austria. Il progetto esamina come queste narrazioni contribuiscano alla giustificazione, alla normalizzazione e alla potenziale escalation della violenza. Oltre alla componente di ricerca, VIRUS mette a disposizione strumenti analitici e conoscenze contestuali specifiche per Russia, Germania, Austria e Italia, che consentono a stakeholder, professionisti e pubblico più ampio di riconoscere e affrontare le narrazioni dannose e la disinformazione russa.
La giustificazione della violenza e il suo impatto nell'era della disinformazione
Da quando la svolta illiberale della Russia si è progressivamente intensificata durante la presidenza di Vladimir Putin, il Cremlino ha costantemente presentato i propri interventi violenti, interni e internazionali, come sforzi volti a tutelare la sovranità nazionale. L'invasione dell'Ucraina rappresenta la manifestazione più recente di questa traiettoria ed è presentata all'interno della Russia come un atto necessario, morale e persino sacro: una decisione difficile ma giustificata, assunta dal Cremlino a difesa dei cittadini russi e della sovranità, nonché espressione straordinaria del coraggio russo.
È importante notare che questa sacralizzazione – e non la semplice normalizzazione o banalizzazione – è stata ripresa, rielaborata e sottilmente rafforzata da attori illiberali in tutto il mondo, in modi che trovano risonanza presso i rispettivi pubblici nazionali. Di conseguenza, l'influenza della disinformazione russa e la più ampia giustificazione delle azioni di Mosca – che talvolta arriva a elogiare la Russia come modello di leadership forte e di sovranità – sono evidenti a livello locale, nazionale, europeo e globale.
All'interno degli Stati membri dell'UE, attori illiberali nazionali normalizzano narrazioni che giustificano l'aggressione russa, contribuendo alla polarizzazione politica e all'erosione delle norme democratiche. In Germania, Austria e Italia, i partiti parlamentari illiberali con legami di lunga data con la Russia – come Alternativa per la Germania (AfD), il Partito della Libertà Austriaco (FPÖ) e la Lega – hanno adottato un discorso antagonista che, da un lato, presenta l'aggressione russa come extrema ratio a tutela della propria sovranità e, dall'altro, descrive il sostegno dell'UE e dei singoli Stati all'autodifesa dell'Ucraina come una pericolosa escalation. In alcuni casi questa retorica è stata accompagnata da azioni concrete, tra cui episodi di sabotaggio e altre forme di violenza politica. Un esempio emblematico è l'Aktion Solidarität del Movimento Identitario, che ha inscenato una simbolica «riapertura» del gasdotto Nord Stream 2 dopo la sua chiusura a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina.
Queste dinamiche nazionali si riflettono a livello europeo: la coesione europea è messa alla prova sia dall'influenza russa diretta sia da attori illiberali all'interno degli Stati membri e delle istituzioni dell'UE (come i gruppi euroscettici e gli eurodeputati del Parlamento europeo). Questi attori contestano l'integrazione, minano la solidarietà inclusiva e mettono in discussione la risposta dell'UE all'invasione russa, spesso descrivendola come un atto illegittimo che alimenta violenza ed escalation.
A livello globale, le mutevoli dinamiche transatlantiche sottolineano ulteriormente la fragilità delle alleanze politiche attorno alla guerra in Ucraina. Attori illiberali, tra cui Donald Trump, hanno messo in discussione norme consolidate della solidarietà internazionale, indebolendo così la coesione all'interno dell'UE e tra i suoi Stati membri, oltre a sostenere la resistenza ucraina. La Strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti del 2025 esprime esplicitamente il sostegno ai «partiti patriottici europei», presentandone la crescente influenza come uno sviluppo positivo e incoraggiando un rilancio della sovranità e dell'identità nazionali in Europa. Ciò costituisce una forma di intervento esterno nelle dinamiche politiche interne dell'UE e un avallo a attori illiberali, compresi quelli che alimentano una polarizzazione radicale attorno all'invasione russa dell'Ucraina.
VIRUS di fronte alla violenza russa e alle sue giustificazioni in Russia e in Europa
La tutela dell'integrità democratica e il contrasto alla disinformazione sono diventati priorità centrali dell'UE, come dimostra un insieme crescente di quadri politici e strumenti normativi. Il Piano d'azione per la democrazia europea ha posto le basi per un'azione coordinata su integrità elettorale, libertà dei media e contrasto alla disinformazione, poi rafforzata da misure come il regolamento sui servizi digitali (Digital Services Act, DSA) e il codice di condotta rafforzato sulla disinformazione (integrato nel quadro del DSA nel 2025), che accrescono la responsabilità e la trasparenza delle piattaforme. Più recentemente, nel 2025, lo Scudo europeo per la democrazia ha ulteriormente consolidato questi sforzi, concentrandosi sulla resilienza alla manipolazione e all'interferenza informativa straniere. Tali misure sono integrate dalle attività di organizzazioni della società civile, reti di fact-checking e istituti di ricerca – tra cui l'Osservatorio europeo dei media digitali – che monitorano la disinformazione e promuovono l'alfabetizzazione mediatica, rafforzando così la resilienza sociale alle narrazioni dannose.
VIRUS intende contribuire a questi sforzi e ad ampliarli, affrontando il nesso tra disinformazione ed escalation della violenza politica. Il progetto mette a disposizione strumenti analitici per far emergere, mappare e decostruire le giustificazioni morali e simboliche alla base delle narrazioni che legittimano la violenza attorno all'invasione russa dell'Ucraina e il loro impatto sull'escalation della violenza.
VIRUS punta a generare impatto a livello locale, nazionale, europeo e globale
Potenziale analitico
VIRUS conduce un'analisi interdisciplinare, che attinge agli strumenti della scienza politica e della sociologia, per sviluppare un quadro di ricerca applicabile a confronti più ampi tra regimi diversi. Questo quadro va oltre l'analisi dell'impiego strategico del discorso per esaminare la giustificazione morale e simbolica in esso incorporata e il suo ruolo nell'innescare la violenza. L'analisi individua lo storytelling del Cremlino che presenta l'invasione come un atto sacro e moralmente giustificato. Parallelamente, VIRUS analizza e confronta queste narrazioni con quelle promosse da attori illiberali nazionali in Italia, Germania e Austria, che incorporano e legittimano l'aggressione russa nei discorsi nazionali, alimentando così la polarizzazione politica e indebolendo le norme democratiche nei contesti locali, nazionali e sovranazionali.
Per valutare l'efficacia delle narrazioni che legittimano la violenza, VIRUS analizza dati provenienti da fonti educative e sociopolitiche come l'Institute for the Study of War. Ciò comprende il monitoraggio di indicatori quali gli indicatori indiretti dei crimini d'odio, la violenza legata alle proteste e gli episodi di sabotaggio, nonché l'esame di proposte e l'attuazione di politiche pubbliche che avallano o giustificano la violenza, sia in Russia sia in Europa. La valutazione misura la frequenza, l’entità e la ricorrenza degli atti violenti e collega questi andamenti a specifiche categorie narrative, così da determinare se e in che modo le giustificazioni narrative della violenza contribuiscano alla sua escalation.
Inoltre, VIRUS va oltre la mappatura degli imprenditori narrativi (leader politici, partiti e movimenti) e delle loro narrazioni che legittimano la violenza, per individuare le loro «industrie narrative» – tra cui piattaforme mediatiche, scuole politiche e think tank – e i complessi legami tra di esse. Questo approccio mostra come la costruzione di infrastrutture comunicative ed educative da parte di attori illiberali serva a legittimare e normalizzare narrazioni dannose presentandole come credibili e autentiche.
Potenziale pratico
I risultati finali e intermedi dell'analisi sono diffusi attraverso eventi scientifici e pubblici, per accrescere la consapevolezza, rafforzare l'applicabilità del quadro analitico e coinvolgere la comunità accademica e i professionisti nello sviluppo di strumenti per esaminare e contrastare le narrazioni dannose e i loro effetti sociali.
VIRUS considera inoltre l'educazione e la comunicazione come risorse essenziali per contrastare le narrazioni dannose. A questo scopo il progetto organizza un'ampia gamma di eventi rivolti sia a un pubblico specialistico sia a un pubblico non specialistico. Queste iniziative mirano a far conoscere il progetto, diffonderne i risultati principali e fornire al pubblico le competenze per individuare e contrastare la disinformazione russa e le narrazioni che legittimano la violenza, nonché per anticiparne gli esiti.
La strategia di divulgazione di VIRUS poggia su alcuni pilastri di attività:
- Visibilità internazionale e disseminazione scientifica. Il progetto realizza una banca dati e manoscritti accademici, presenta contributi a convegni e culmina in una conferenza finale che ne sintetizza i risultati. Queste attività sono affiancate da interventi di esperti, volti a favorire la collaborazione tra studiosi e studenti.
- Educazione e sviluppo delle competenze. VIRUS organizza seminari per studenti e workshop per stakeholder. Questi incontri accrescono la consapevolezza sulla disinformazione russa e offrono formazione pratica a professionisti e studenti.
- Coinvolgimento del pubblico. Per raggiungere un pubblico più ampio, il progetto pubblica contributi di opinione e produce podcast. La visibilità pubblica è ulteriormente rafforzata da presentazioni a eventi aperti.
Strumento digitale – il sito web di VIRUS
Infine, VIRUS sviluppa uno strumento digitale mirato a sensibilizzare sulla disinformazione russa: il sito web del progetto – virus-project.eu. A complemento di iniziative di fact-checking già esistenti, come EUvsDisinfo , e dei materiali di organizzazioni come la Fondazione Amadeu Antonio, il sito ne amplia il lavoro, affrontando la disinformazione russa nel contesto dell'invasione russa dell'Ucraina. La piattaforma presenta sistematicamente i risultati del progetto sotto forma di dataset, rubriche analitiche, post di blog e materiali didattici. Unendo profondità empirica e rigore analitico, il sito web di VIRUS offre una risorsa originale per specialisti e per un pubblico più ampio, permettendo di riconoscere, contestualizzare e contrastare queste minacce alla democrazia in continua evoluzione.
La registrazione integrale in inglese del VIRUS Kick-Off Seminar è disponibile nella sezione Multimedia del nostro sito.

