
Il 17 settembre 2026 si è tenuto a Palazzo Wollemborg, all’Università di Padova, il primo VIRUS Expert Talk, «The Past as Resource: Memory and Emotions in Russia’s War on Ukraine», di Aline Sierp (Università di Maastricht), trasmesso anche in streaming.
L’incontro si è aperto con il benvenuto rivolto ai partecipanti da Polina Zavershinskaia, coordinatrice del VIRUS, che ha ringraziato il Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali (SPGI) per il sostegno al workshop e ha presentato la relatrice principale, Aline Sierp (Università di Maastricht), e il discussant, Giuseppe Sciortino (Università di Trento).
Aline Sierp è professoressa associata di Storia europea e di Memory Studies e attuale direttrice del Dipartimento di Storia dell’Università di Maastricht. È cofondatrice della Memory Studies Association e del Research Network on Transnational Memory and Identity in Europe del Council for European Studies, nonché co-curatrice della collana Worlds of Memory dell’editore Berghahn. Le sue ricerche riguardano la memoria collettiva dopo le violazioni dei diritti umani, le questioni identitarie e l’integrazione europea.
Giuseppe Sciortino è professore ordinario di Sociologia all’Università di Trento e, insieme a Jeffrey Alexander e Peter Kivisto, uno dei principali esponenti della teoria della sfera civile (Civil Sphere Theory) – un quadro teorico su cui VIRUS si basa per ricostruire, in prospettiva comparata, le trasformazioni dei regimi politici. Si occupa di teoria sociale, migrazioni internazionali e delle dimensioni sociali della vita sessuale ed erotica. È autore di Great Minds: Encounters with Social Theory (con Gianfranco Poggi, Stanford University Press, 2011) e co-curatore di The Civil Sphere: A Concise Introduction (con Peter Kivisto, Polity, 2026).
Perché questo intervento, e perché ora
L’intervento di Aline Sierp – «The Past as Resource: Memory and Emotions in Russia’s War on Ukraine», basato sul suo articolo – e la discussione con Giuseppe Sciortino che ne è seguita sono centrali per VIRUS.
Quando si parla di violenza eccessiva, e in particolare dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina – della sua provocazione, della sua legittimazione e delle reazioni che ha suscitato –, una comprensione basata soltanto sulle norme non può restituire il quadro completo delle azioni compiute dai diversi attori durante l’invasione.
Le emozioni e le cornici narrative che le suscitano offrono una prospettiva molto promettente ma ancora poco studiata. Spesso le emozioni vengono trattate come un sottoprodotto secondario e irrazionale; plasmate come sono dalla cultura, sono tuttavia politiche e costituiscono una parte essenziale del modo in cui prendono forma le decisioni e le azioni.
Il team di VIRUS è quindi molto lieto che questo semestre sia dedicato al ruolo delle emozioni nella politica e alla loro influenza sulle decisioni politiche relative all’invasione – e che ad aprire questa discussione sia stata la relazione di Aline Sierp.
Oltre al lavoro emotivo svolto dalla memoria storica nelle decisioni di politica estera dell’UE di fronte all’aggressione russa, Sierp ha introdotto anche il confronto tra il 2014 e il 2022 – un confronto ampiamente discusso durante il seminario di avvio del progetto e quanto mai necessario quando si parla dell’invasione russa.
Emozioni e memoria al Parlamento europeo: lo shock del 2022 (Aline Sierp)
L’uso politico della storia è di solito associato all’abuso che ne fanno gli autocrati. Sierp guarda invece alle democrazie, che a loro volta usano il passato per fini presenti – e l’UE non fa eccezione: «l’uso della storia, e talvolta l’abuso della storia, è certamente un tratto che si può ritrovare quasi ovunque». Il suo punto di partenza è un enigma. Nel 2014, quando la Russia ha annesso la Crimea, l’UE ha esitato. Nel 2022, nonostante interessi divergenti e memorie contese, la reazione dell’UE all’invasione su larga scala è stata senza precedenti: «La risposta dell’UE in questo caso è stata rapida, unitaria e molto determinata». Come già accennato, esiste un ampio consenso sul fatto che interessi e norme, da soli, non bastino a spiegare appieno questa differenza.
Sierp ha analizzato i dibattiti del Parlamento europeo nei due mesi successivi a ciascuno dei due attacchi. Nel 2014 gli eurodeputati si sono espressi con cautela, all’ombra del centenario della Prima guerra mondiale. I riferimenti restavano vaghi: «La strada del secolo scorso non deve essere ripercorsa», ha ammonito un eurodeputato citato da Sierp.
Nel 2022 il tono è cambiato radicalmente. L’Alto rappresentante Josep Borrell ha ricordato Sierp e ha dichiarato in aula: «Mi viene la nausea a pensare all’analogia storica tra questi eventi e l’inizio della Seconda guerra mondiale». Sierp ha osservato che gli eurodeputati attingevano ora alle proprie biografie e alle esperienze di guerra dei rispettivi Paesi – memorie «molto più calde» che nel 2014, in parte, ha ipotizzato, perché l’Ucraina era ormai percepita come parte della «famiglia europea». La risoluzione del 1° marzo 2022 , che condannava l’aggressione russa, è stata approvata a larghissima maggioranza. Dopo il massacro di Bucha, le tensioni politiche e le accuse reciproche sono aumentate. La sua conclusione: in una crisi percepita come esistenziale per i valori dell’UE, «la memoria e il suo bagaglio emotivo hanno temporaneamente smesso di essere ideologici e hanno permesso [all’UE] di parlare con una sola voce».
La memoria come oggetto di scena: chi è il regista del dramma? (Giuseppe Sciortino)
Giuseppe Sciortino ha aperto la discussione con una confessione: discutere il paper era per lui «un po’ un problema» – ne condivideva la maggior parte. Ne ha anzi radicalizzato la premessa: le spiegazioni basate soltanto su interessi e norme sono, nella sua esperienza, insufficienti – «C’è sempre qualcosa in più». La vera domanda è: come si combinano memoria, emozione e salienza? «Che cosa fa funzionare gli ingredienti?»
La sua critica, ha spiegato il sociologo, nasce probabilmente da una tradizione diversa. In primo luogo, vede nella memoria e nei simboli non il significato dell’azione politica, bensì oggetti di scena di un dramma in cui gli attori corteggiano il pubblico con ogni mezzo a loro disposizione. Qui ha richiamato Vilfredo Pareto: nella sintesi di Sciortino, gli esseri umani usano simboli e valori «come spiegazioni che giustificano azioni decise su altre basi». Cinico? «Probabilmente, sul piano dell’interazione, meno cinico di quanto sembri», ha osservato il discussant. Colti alla sprovvista, i politici procedono per tentativi: «Me li immagino, loro e il loro ghostwriter, mentre cercano disperatamente di inventarsi qualcosa da dire».
La seconda riserva di Sciortino era di natura empirica. L’annessione della Crimea, dove alcuni attori accarezzavano da tempo l’idea della secessione, appariva agli occhi dell’Occidente come un’appropriazione territoriale circoscritta, più che come un tentativo di distruggere uno Stato – e, per di più, Putin «nel 2014 ha fatto di tutto per minimizzare». Nel 2022, al contrario, ha drammatizzato tutto – dall’ammassamento di truppe al confine alla lunga colonna alle porte di Kyiv – e l’Europa ha risposto in modo altrettanto drammatico. La sua domanda provocatoria – in un momento in cui gli stessi riferimenti storici vengono usati contro il sostegno all’Ucraina – è stata: «Durerà [l’unità europea]?»
Una speranza per l’unità europea?
L’unità è durata? «No, non è durata. È stata efficace? No, non lo è stata», ha ammesso Sierp, condividendo il pessimismo di Sciortino: a quattro anni di distanza, la guerra continua. Eppure l’«eterna ottimista», come lei stessa si definisce, ne ha tratto una lezione: «Se il senso di minaccia è molto forte, credo che allora si possano prendere decisioni che di solito sarebbero impensabili. Quindi questo mi dà speranza, nonostante tutto il resto».
Con queste parole, e dopo un breve giro di domande dal pubblico in sala e online, il supervisore scientifico di VIRUS, Matteo Bassoli, ha chiuso la discussione, sottolineando l’importanza del tema nel 2026, anno in cui Mario Draghi ha ribadito la necessità della coesione europea e ha esortato a sfruttare questo momento di pericolo per far avanzare l’integrazione europea.
La registrazione integrale del primo VIRUS Expert Talk è disponibile nella sezione Multimedia del sito del progetto.

